Il capolavoro tanto atteso: Alfa Romeo Giulia.
La prima impressione che personalmente fece la Giulia, non fu proprio esaltante ma per il semplice motivo che, come spesso accade per i capolavori dell'uomo, serve un secondo sguardo più attendo per capirne il vero valore.
Era il 24 Giugno 2015, e come altri molti appassionati che erano in diretta a seguire la presentazione della nuova Alfa Romeo Giulia, riponevamo grandi speranze e sogni.
In quel di Arese in occasione dei 105 anni del marchio, la recente multinazionale FCA presentava al mondo un progetto nato ben qualche anno prima che però venne messo da parte causa crisi del 2008.
Il nuovo piano industriale del marchio italiano, fortemente voluto ed iniziato dall'allora amministratore delegato di FCA, Sergio Marchionne, era intriso di novità e concrete soluzioni tecniche ed estetiche che avrebbero dovuto riportare Alfa nell'olimpo degli dei delle auto sportive premium.
L'iniziale piano prevedeva ben otto nuovi modelli da lanciare dal 2015 fino al 2018, progetto ambizioso ma fattibile con la giusta continuità e fortuna.
La piattaforma che avrebbe dovuto fare la differenza è quella montata su Giulia e Stelvio poi, creata e progettata appositamente per sbaragliare la concorrenza tedesca in primis Bmw che fino a quel momento dominava nelle vetture stradali in termini di prestazioni e piacere di giuda.
Sin da subito la versione più sportiva Quadrifoglio Verde con ben 510 cavalli registrò il record per le berline sportive al Nurburgring, vero e proprio banco di prova per i marchi a votazione sportiva.
La meccanica che la contraddistingue è questa piattaforma rinominata "Giorgio" a trazione posteriore, finalmente dopo anni di anteriori made in Fiat, l'abbondante uso di materiali leggeri per contenere il peso e soluzioni tecniche che la resero la migliore sotto il punto di vista della dinamica e piacere di giuda.
Nei primi mesi di vendita, metà 2016, dopo ben un anno dopo della sua presentazione ad Arese, colpirono molto i suoi dati di vendita perché riuscii a battere, almeno in Italia, un mostro sacro come l'Audi A4 in tutte le sue varianti berlina, sportwagon e allroad.
Questo iniziale successo illuse tutti gli appassionati del marchio che hanno ritrovato fiducia nel futuro prossimo dello stesso.
Da li a poco sorsero però, le prime critiche ad un auto che era carente rispetto alla concorrenza sotto il punto di vista tecnologico, infotainment e materiali interni. Purtroppo oggi giorno su un auto il piacere di guida per la maggior parte del pubblico è passato in secondo piano e stare al tempo con i tempi in termini di funzionalità ed assistenza alla guida sono divenute il vero spartiacque per far breccia nel cuore e portafoglio del consumatore.
Solo con l'aggiornamento del 2020, in piena pandemia, ha avuto un allineamento con la concorrenza per tutti i punti analizzati in cui era carente, compresa la migliore qualità sia effettiva che percepita dei materiali interni.
Ma come sempre nelle migliori storie di sogni e gloria, gli avvenimenti sono estremamente mutabili e la corsa di tutti i marchi all'elettrificazione ha riportato indietro di almeno due step le nuovi versioni aggiornate di Giulia e Stelvio.
FCA ha applicato un piano di elettrificazione di alcuni suoi modelli, rivolta per lo più ai suoi prodotti maggiormente venduti come 500, panda, Ypsilon e Jeep, trascurando totalmente i suoi marchi di maggior prestigio come Alfa Romeo e Maserati. Per il momento solo la versione Gta e Gtam sono previste per Giulia equipaggiate con 540 cv, riduzione di peso e aerodinamica rivista e migliorata, per prestazioni aumentate di gran lunga al fine di rimettersi al vertice della categoria.Di recente con la fusione di FCA e PSA, il nuovo gruppo Stellantis si è riproposta più volte di adempiere al rilancio di tutti i marchi, rendendoli finalmente all'avanguardia e alla pari sotto ogni punto di vista con la concorrenza.
Ovviamente questi marchi hanno bisogno di numerosi modelli, molti di noi appassionati e amanti del Made in Italy, speriamo che modelli come coupè, spider, hatchback e suv sportivi possano vedere la luce nei prossimi anni.
Ma siamo davvero convinti che piani industriali a lungo termine in cui la mutazione del mercato sono quasi semestrali, possa essere sufficiente ed efficace al rilancio dei marchi?
Le speranze sono sempre vive ma la necessità di scegliere modelli in vista della transizione all'elettrico si fanno sempre più insistenti e necessarie per non farsi trovare di nuovo fuori dal mercato, offrendo si prodotti belli ed affascinanti senza tempo ma anche che coniughino modernità ed aggiornamento tecnologico, oltre a motori elettrificati.
Non ci resta che attendere ed ammirare il master pièce che è l'attuale Giulia, sperando di vederla in versioni più connesse, tecnologicamente all'avanguardia e green, restando fedeli al suo DNA sportivo e dando ampio spazio nei futuri modelli alla meravigliosa piattaforma "Giorgio" che ne fa un gioiello unico.
Guidare il progresso per non doverlo seguire è il segreto per guadare avanti con lo sguardo rivolto all'orizzonte e non agli altri.
Likely Car - Blog

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